giovedì 7 giugno 2012

@finchesonvivo

e a tutti coloro che avrebbero il coraggio di salvarsi dall'amore di precetto
(dio, patria, famiglia)


"Lo ricordo bene, perché ho adoperato quel materiale in seguito, per il primo capitolo di un libro. Era possibile che la fede avesse una base genetica, o era solo un conforto pensarlo? Se la fede garantiva un vantaggio selettivo, i mezzi per dimostrarlo potevano essere innumerevoli quanto inefficaci. Supponiamo che la religione conferisca prestigio, soprattutto alla casta sacerdotale: ecco una serie di vantaggi sociali. E se avesse sprigionato forza nelle avversità, quel potere di consolazione, la speranza di sopravvivere al disastro che avrebbe annientato l'uomo senza dio? Forse offriva ai fedeli delle convinzioni ardenti, la forza bruta che deriva dall'ottusità.
Forse funzionava tanto sul gruppo quanto sul singolo individuo, rafforzando la coesione e l'identità, oltre alla sensazione di essere, insieme ai compagni di fede, nel giusto anche quando, per non dire soprattutto, si era nel torto. Dio è con noi. Sostenuti da un delirio di unità, armati delle più orrende certezze, si cala in massa sulla tribù confinante, la si devasta e violenta a morte e ci si ritira nell'ardore della propria rettitudine e nell'ebbrezza della vittoria voluta e promessa da Dio. Ripetete il fenomeno cinquantamila volte nel corso dei millenni, ed ecco che il complesso sistema genetico che controlla una convinzione infondata ha buone probabilità di diffondersi. Entravo e uscivo con la mente da queste riflessioni. Poi il bollitore fischiò e mi dedicai al tè."

pp. 182-183, einaudi


vabbè, mettiamoci anche la musica





http://www.portinaiodaltrimondi.com/le-10-regole-per-il-controllo-sociale

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